La storia motorini

Ora vediamo da dove arrivano i motorini.

Le origini della motocicletta (e quindi dei motorini) vanno di pari passo con quelle della bicicletta prima e dell'automobile poi, visto che una volta inventato il motore, ci fu chi si dedicò alle quattro ruote e chi invece seguì la strada delle due ruote.

Dopo l'invenzione del motore, FEDERICO MILLET è il primo ad applicarlo su un velocipede a tre ruote, e quindi brevetta, il 22 dicembre del 1888, la "Bicyclette à petrol Soleil". Il primo ad arrivarci fu comunque BENZ; che il 29 gennaio 1886 ha già brevettato un "Triciclo a motore", con motore a scoppio, che viene presentato al grande pubblico il 3 luglio 1886. BENZ però ha poi scelto la strada delle quattro ruote costruendo poi le prime "carrozze a motore".

motorini

Un importante passo avanti è stato fatto da Bouton, il quale mette un piccolo motore direttamente collegato sulla ruota anteriore attraverso la forcella che svolge anche la funzione sterzante. Il tutto su tre ruote, 2 posteriori ed una anteriore.

La forma "definitiva" viene poi data dai due fratelli WERNER che, venuti dalla Russia, si stabiliscono a PARIGI; imparano sia le arti del motore che quelle della bicicletta e quindi, riprendendo la vecchia idea di bicicletta, piazzano un motore su un veicolo a due ruote e, dopo parecchi ruzzoloni e cadute, imparano ad usarla stando in equilibrio.

I WERNER iniziano quindi a costruirne alcuni esemplari e li mettono in mettono in commercio a partire dal 17 gennaio 1898. E' MICHELE WERNER a coniare il termine "moto-ciclo" e poi "motocicletta", visto che a quei tempi i pionieri della strada erano tutti maschili, si preferiva dare un nome che ricordasse una compagnia femminile.

La popolarità a questo nuovo mezzo di trasporto viene data dal susseguirsi di gare e competizioni che favorirono la creazione dell'immagine del centauro e dell'uomo sprezzante del pericolo che viaggia attraverso grandi spazi. Con la popolarità i produttori e i modelli si moltiplicano e la grossa spinta tecnologica viene data dalle competizioni sportive che si susseguono, soprattutto nelle grandi sfide tra i francesi e gli inglesi.

In Italia in particolare, il primo moto club viene costutito a Milano nel 1911 e nel 1912 viene organizzato il primo campionato di motociclismo. Nel 1913 MAFFEIS riuscì ad arrivare all'allora incredibile velocità di 116 km/h. L'attività viene purtroppo sospesa dall'avvento della prima guerra mondiale, ma riprende poi nel 1919 con la Milano - Taranto e nel 1922 a Monza con il Gran Premio delle Nazioni.

Nel 1933 nasce la Federazione Motociclistica Italiana e l'Italia prende letteralmente il volo nella creazione di nuovi modelli, nuovi motori, dominando la scena mondiale delle strade e della competizione; fino all'ingresso dei grandi gruppi industriali che iniziarono a monopolizzare e a controllare la creatività dei nostri progettisti.

Dagli annali delle grandi competizioni, risulta evidente una grande superiorità delle marche italiane per tutta la prima metà del ventesimo secolo. Il campionato mondiale di motociclismo si affaccia alla scena sportiva per la prima volta nel 1949 con le classi (espresse in centimetri cubici) 125, 250, 350, 500 e sidecar; mentre la classe 50 (quella dei motorini) arriva solamente nel 1962.

Se non hai ancora trovato quello che ti interessa sui motorini, prova a guardare nei collegamenti qui a lato o nella sezione intitolata "enciclopedia". Buona lettura!